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Teatro

Sin da piccola ho sempre desiderato fare qualcosa che mettesse in moto la creatività, non importava cosa, quindi ho sempre indirizzato i miei giochi e i miei hobby verso qualcosa legato all’immaginazione e al movimento. Poi crescendo, dal gioco sono passata allo studio, prima del mio corpo con la danza, poi della mia voce con la recitazione, e con il teatro, il corpo, la voce e le emozioni erano attive. Con queste nozioni però sentivo che qualcosa mancava, una sorta di urgenza, e ho deviato verso la spiritualità e la ricerca interiore. Adesso quando qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita io rispondo che mi occupo di teatro, ma cosa significa per me? Per me “fare teatro” significa creare un evento in cui corpo e spirito interagiscono. Mi piace chiamarlo “Il teatro dell’essere umano” o “teatro umano” e cioè un luogo dove ogni persona porta la propria energia del momento e la agisce. Il teatro è un modo per conoscere sè stessi, i nostri archetipi, il mondo che ci circonda. Il teatro è una sorta di miracolo che si ripete quotidianamente. Poiché nella vita, tutti noi recitiamo vari ruoli, scegliendo e decidendo di essere quel personaggio o quei personaggi, senza lasciare mai la possibilità al nostro essere di esprimere la sua vera natura, credo che il teatro ci proponga delle alternative, e che ci mostri quelle sfaccettature, bianche e nere del nostro essere, che servono in questo modo a farci vedere quante cose siamo, in realtà non una cosa sola, ma un insieme di moltitudini diverse che formano un uno.

In questo mio personale percorso utilizzo varie tecniche di rilassamento psicofisico, dallo yoga al tai chi, dal massaggio al feldenkrais. L’utilizzo del corpo è fondamentale per sbloccare emozioni e nodi che fermano l’essere umano ad uno stato di pigrizia ed abitudine cronica. Soltanto superando le proprie paure e i propri limiti ci si può affrancare da vecchi retaggi e affrontare liberamente lo spazio scenico e non.

Una particolare attenzione viene data all’utilizzo della voce sulla quale si lavora molto poiché, come avrete potuto notare, ogni essere umano ha la sua particolare e unica voce, e non esiste una voce uguale ad un’altra, questo è indice che la voce è proprio la manifestazione dell’anima.

Corpo e voce, musica e danza, immaginazione e espressione, emozione e sensazione, tutti fattori che danno vita al teatro come rappresentazione unica e vivida dell’esprienza di ognuno. Far nascere il personaggio partendo non dal testo ma da quello che noi leggiamo fra le righe delle parole dell’autore.

Il dove è importante. Il luogo della rappresentazione, che sia un teatro o che sia un bosco, non può essere scisso dal processo di creazione.

Mi piace pensare ad un teatro che trasformi e che faccia riflettere, un teatro che faccia aprire i cuori.